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Carenza di infermieri per le Rsa novaresi. Serve più ampia integrazione socio-sanitaria

Carenza di infermieri per le Rsa novaresi. Serve più ampia integrazione socio-sanitaria

Una lettera indirizzata al Prefetto di Novara Pasquale Gioffrè e alle direzioni di Asl Novara e dell'Ospedale Maggiore. A scriverla sono le rappresentanze di 20 Rsa novaresi per lamentare la persistente mancanza di personale infermieristico nelle loro strutture. 

Come racconta il presidente della cooperativa Nuova Assistenza Davide Porta: “Oltre al problema dei costi visto che le tariffe sono ferme da una decina di anni ci troviamo anche ad affrontare quello del reperimento delle risorse. È un'urgenza nell'urgenza che ormai ha raggiunto livelli estremi per questo chiediamo al Prefetto e alle Aziende Sanitarie Locali un tavolo di emergenza per risolvere il problema”.

La maggior parte delle Rsa novaresi, ma non solo, si trovano a gestire il lavoro quotidiano con a disposizione il 50 per cento delle risorse che servirebbero: “Cerchiamo di reperire personale dove possiamo, da altre regioni o anche dall'estero. Ma non è facile, ci sono standard qualitativi che non vogliamo far venir meno”.

“Già prima del Covid la situazione era difficile, ora le risorse sono state tutte attirate verso il pubblico” afferma ancora Porta che lancia un appello: “Ora che la situazione emergenziale sembrerebbe migliorare e che i reparti Covid e le terapie intensive non sono più sotto più sotto pressione perchè non ipotizzare un distacco del personale verso di noi?”.

“Quante volte si punta il dito contro le Rsa, le si critica, ma non si pensa in che difficili condizioni lavoriamo noi e i nostri operatori” conclude Porta. 

Sul tema è intervenuta anche la responsabile di LegacoopSociali per il Piemonte Barbara Daniele, chiedendo alle Istituzioni attenzione alle esigenze e al grido di allarme della categoria: “Si sta assistendo ad un profondo cambiamento dei bisogni della popolazione anziana che influisce su tutta l’organizzazione dei servizi ed impone un ripensamento ed una più ampia integrazione socio-sanitaria. Le riflessioni sul sistema di presa in carico devono guardare in prospettiva e investire l’impianto normativo di riferimento comprendendo anche un riordino dei profili infermieristici e OSS, ma nel frattempo è necessario superare le criticità contingenti che vedono i gestori di RSA in difficoltà per carenza di personale infermieristico e per le difficoltà connesse al suo reperimento. Il problema non è di facile soluzione e, come sottolineato da Porta, non è nuovo, sebbene si sia accentuato con l’emergenza sanitaria che ha richiesto risorse sempre maggiori. E’ nostra intenzione mantenere alta l’attenzione e interloquire con le Istituzioni per rispondere adeguatamente all’esigenza delle nostre Cooperative”.

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