Nuovo Cda per la Di Vittorio che saluta i soci fondatori: “Ricambio generazionale, ma faremo tesoro di loro esperienza”

Nuovo Cda per la Di Vittorio che saluta i soci fondatori: “Ricambio generazionale, ma faremo tesoro di loro esperienza”

Si è svolta giovedì 15 luglio l’assemblea della cooperativa Di Vittorio che ha portato all’approvazione del Bilancio 2020 e all’elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione. Un momento importante che ha sancito il passaggio di testimone tra generazioni.
“Per la prima volta nel nuovo CdA non ci sono, per ragioni anagrafiche, membri che erano tra i soci fondatori della cooperativa negli anni Settanta”, spiega Massimo Rizzo che è stato rieletto presidente della Di Vittorio.

L’assemblea si è svolta attraverso rappresentante designato “per via delle normative Covid, ma speriamo l’anno prossimo di poter ritornare ad avere la presenza dei soci perché ci teniamo tanto” ha precisato Rizzo, in carica per i prossimi tre anni affiancato dai tre vicepresidenti: Pasquale Cifani, Salvatore Portogallo e Graziella Mercuri.

Per quanto riguarda il nuovo CdA, sono 21 i membri di cui il 38 per cento donne, un altro 38 per cento soci assegnatari e la restante parte soci non assegnatari. L’età media è di 49 anni, ovvero di sei anni più giovane del precedente Consiglio.
“Stiamo affrontando un ricambio generazionale che preparavamo da tempo e di cui il rinnovamento del CdA è solo l’ultimo passaggio, ringraziamo i soci fondatori che continueranno a rimanere come volontari e a portare la loro preziosa esperienza” ha precisato Rizzo.

Durante i lavori si è votato anche il Bilancio relativo all’anno 2020, che chiude con un utile di 2,7 milioni di euro. “La cooperativa anche quest’anno ha portato in approvazione un bilancio solido sia dal punto di vista economico che finanziario” ha osservato il presidente Rizzo.

Al termine dell’Assemblea a Villa 5 è stato anche possibile realizzare un momento di incontro tra vecchi e nuovi membri del Consiglio e riconoscere il giusto merito a chi è stato per tanti anni parte della cooperativa.
E ora si guarda al futuro e alle sfide che la cooperazione di abitazione ha davanti a sè. “L’interlocuzione chiara con il mondo della politica è per noi un primo obiettivo, affinchè si comprenda quello che è il ruolo della cooperazione di abitazione oggi – afferma Rizzo – Non possiamo più essere regolati da un Testo Unico risalente al 1938. Le cooperative sono imprese che devono poter lavorare sul mercato come le altre. Alle persone non si tratta più solo di dare una casa a prezzi accessibili, ma di offrire anche tutta quella serie di servizi che concernono l’abitare”.

Informativa Cookie

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie tecnici e di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Proseguendo la navigazione del sito acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni leggi l'informativa estesa sull’uso dei cookie.

Formazione

InforCoop ECIPA

Settori

Servizio Civile