Al Salone d’Onore della Fondazione CRT, l’evento “L’economia sociale come leva di sviluppo e di coesione dei territori”, promosso da Fondazione Terzjus, Unioncamere Piemonte e Fondazione CRT.
L’appuntamento ha rappresentato un momento di confronto sul ruolo dell’economia sociale nei territori e sul percorso verso il Piano d’azione Nazionale per l’Economia Sociale, in una fase decisiva per la definizione degli strumenti di attuazione e monitoraggio delle politiche nazionali.
All’incontro ha partecipato anche il presidente di Legacoop Piemonte Dimitri Buzio che ha ribadito l’importanza dell’economia sociale e il ruolo che la cooperazione ha “considerando che circa un pezzo importante di questa economia e dei suoi occupati sono proprio generate dalle imprese cooperative”.

L’ECONOMIA SOCIALE IN PIEMONTE E VALLE D’AOSTA: I NUMERI
In Piemonte e Valle d’Aosta l’economia sociale non rappresenta una nicchia, ma una componente strutturale del tessuto economico e civile. Nel 2022, considerando le istituzioni non profit e le imprese cooperative, si contavano 32.605 enti, pari all’8,3% del totale nazionale. Gli addetti superano complessivamente quota 104.000, con un’incidenza del 7,2% sull’occupazione privata in Piemonte e del 7,9% in Valle d’Aosta.
La diffusione territoriale conferma la rilevanza del fenomeno: il Piemonte si colloca su un livello medio-alto, con 73,2 enti dell’economia sociale ogni 10.000 abitanti, mentre la Valle d’Aosta raggiunge un livello alto, con 119 enti ogni 10.000 abitanti. A questo si aggiunge un patrimonio di partecipazione civica di grande rilievo, con oltre 428.000 volontari impegnati nei due territori.
Nell’economia sociale, infatti, convivono sia un modello associativo e di volontariato, sia un modello imprenditoriale caratterizzati da una comune mission pro-sociale e di realizzazione di attività di interesse generale.
È significativa la presenza di enti sportivi dilettantistici in Piemonte e Valle d’Aosta, pari a 8.868 unità alla fine del 2024. Tuttavia, a causa del mancato coordinamento tra il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e il Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD), nello stesso periodo, solo il 3,1% delle Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e delle Società Sportive Dilettantistiche (SSD) in Piemonte risulta iscritto anche al RUNTS, percentuale che scende allo 0,5% in Valle d’Aosta.
Il quadro occupazionale restituisce un settore in trasformazione. A livello nazionale, tra il 2014 e il 2023 gli addetti delle cooperative sociali sono cresciuti del 33,7%, passando da circa 365.000 a quasi 488.000 unità. Una tendenza abbastanza simile si registra in Piemonte e Valle d’Aosta, dove gli addetti nelle cooperative sociali sono aumentati da circa 41.200 a 47.200, con quasi 6.000 unità in più nell’arco di un decennio. Nello stesso periodo, le altre cooperative hanno invece registrato una contrazione significativa, con una perdita di oltre 12.000 addetti.
I dati confermano anche il peso economico delle imprese sociali nei due territori. Le imprese sociali piemontesi e valdostane che hanno presentato i bilanci 2024 e 2025 generano un valore della produzione pari a 2,1 miliardi di euro, corrispondente al 10% del totale nazionale. Il valore aggiunto medio per ente è quasi doppio rispetto alla media italiana: circa 1,6 milioni di euro, contro circa 861.000 euro a livello nazionale.
IL PIANO NAZIONALE PER L’ECONOMIA SOCIALE: A CHE PUNTO SIAMO
L’incontro ha inoltre rappresentato un’occasione per fare il punto sul Piano Nazionale per l’Economia Sociale, il cui percorso si inserisce nel quadro del Piano d’Azione europeo del dicembre 2021 e della Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea approvata nel novembre 2023. Il 17 ottobre 2025 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato la prima versione del Piano d’Azione Nazionale, attualmente nella fase conclusiva del suo iter di approvazione definitiva.
Il Piano si dipana in una prospettiva decennale con momenti di monitoraggio a livello europeo previsti nel 2027 e nel 2032. Sul versante istituzionale, è in corso la definizione di una struttura amministrativa dedicata presso il MEF per il coordinamento, l’attuazione e il monitoraggio del Piano; con la Legge di Bilancio 2026, inoltre è stato istituito un organismo tecnico consultivo da comporre con i rappresentanti dell’economia sociale.
Il Piano individua tra le proprie priorità fiscalità, semplificazione, riordino degli incentivi, valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, social procurement e strumenti finanziari dedicati. In agenda anche misure a sostegno dell’imprenditoria sociale femminile e giovanile, delle Comunità Energetiche Rinnovabili, dell’housing sociale e dell’inclusione lavorativa delle fasce deboli.
Particolare rilievo assume la dimensione territoriale. Il Piano richiama infatti la necessità di promuovere piani d’azione territoriali per l’economia sociale e di valorizzare gli Osservatori già avviati presso alcune Camere di commercio. Un riconoscimento diretto al progetto in corso in Piemonte e Valle d’Aosta.
I COTES: INFRASTRUTTURA PERMANENTE PER L’ECONOMIA SOCIALE
In questo quadro si inserisce il progetto per la costituzione degli Osservatori territoriali e dei Comitati Territoriali per l’Economia Sociale – COTES -, promosso da Fondazione Terzjus con Unioncamere Piemonte, le Camere di commercio piemontesi, la Camera Valdostana/Chambre Valdôtaine e con il sostegno di Fondazione CRT.
I COTES nascono con l’obiettivo di costruire strumenti permanenti di conoscenza, confronto e programmazione territoriale, capaci di sostenere lo sviluppo dell’economia sociale, rafforzare l’innovazione e generare buona occupazione. Il progetto si colloca in un contesto di crescente attenzione istituzionale, confermata anche dal recente deposito in Consiglio regionale del Piemonte di due proposte di legge dedicate all’economia sociale.