Il 12 giugno scorso, ai Magazzini Hoffman di Cambiano, i soci e le socie della cooperativa sociale Il Margine si sono riuniti per l’annuale assemblea di bilancio.
Filo rosso della serata, il concetto di CORAGGIO che nasce “dall’ammissione delle proprie fragilità quando capiamo che c’è qualcosa che non va e decidiamo di affrontarlo”, ha introdotto la presidente Nicoletta Fratta. “Viviamo in tempi complessi: è importante capire che scelte ci porta a fare il coraggio. In una cooperativa le scelte sono sempre collettive e dunque legate alla responsabilità. Il binomio coraggio/responsabilità ci guiderà nei prossimi, tumultuosi, anni”.
Anche quest’anno, il bilancio della cooperativa, approvato all’unanimità, è stato presentato e commentato da socie e soci della cooperativa che hanno iniziato il percorso di formazione interna “VisionFactory”.
Qualche dato: l’utile d’esercizio è di 195.907 euro, il valore di produzione di 36.114.168 euro. Segnali di buona salute e di stabilità della cooperativa, nonostante l’onere del costo del lavoro, che nel 2025 ha visto un incremento di circa 2 milioni rispetto all’anno precedente, attestandosi attorno ai 22 milioni di euro. “Riconoscere a soci e socie, lavoratori e lavoratrici, l’adeguamento salariale previsto dal contratto delle cooperative sociali è stato oneroso quanto doveroso: dalle nostre attività passa la tutela di tanti cittadini in difficoltà e il futuro di tutto il Paese”. Ma l’incremento del costo del lavoro non è stato riconosciuto dalla Regione Piemonte, se non in minima parte.
“Le cooperative si muovono nel mercato regolato, dove i costi dei servizi sono fissati da precise normative: non sono previste correzioni delle rette a seconda dell’aumento dei costi”.
Altro dato centrale sono gli interessi passivi, necessari per dare vita a progetti, servizi e lavoro: nel 2025 hanno raggiunto i 300 mila euro. “Fare debiti e investimenti per garantire solidità e futuro è un atto di coraggio”, Fratta ha commentato. Dal 1° gennaio 2026, Il Margine ha incorporato tramite fusione societaria la Cooperativa Progetto Muret, portatrice di un’esperienza focalizzata su Servizi per la cura della Salute Mentale nei territori dell’AslTo, dell’AslTo3 e dell’AslTo4. “Anche questa una scelta di coraggio: salvaguardare una Storia importante, oltre a risorse e oneri: un modo reale e ideale di intendere la cooperazione”.
Nicoletta Fratta, Dimitri Buzio (presidente Legacoop Piemonte) e Jacopo Rosatelli (assessore alle politiche sociali della città di Torino) hanno poi fatto il punto della situazione sull’adeguamento salariale, a partire dalla recente decisione da parte del Tar di annullare la delibera del Comune di Torino che prevedeva un aumento del 3,5% delle tariffe per i servizi alla disabilità (l’aumento dei costi del personale è stimato intorno al 10-15%). Rosatelli ha sottolineato la volontà di riprendere il dialogo tra le parti, senza ricorrere alle vie legali: “Facciamo i conti con la sentenza. L’obiettivo è trovare un punto di incontro e di salvaguardare il principio d’integrazione sociosanitaria”. “Non bisogna mettere in pericolo la qualità del lavoro e la tutela di lavoratori e lavoratrici. Importante è il dialogo con le istituzioni, per costruire insieme il futuro”, ha risposto Buzio. “Non ci è più possibile continuare a sostenere servizi fortemente in perdita”, ha concluso Fratta. “Facciamo fatica a trovare un interlocutore tra i funzionari del Comune e quelli dell’Asl”.
Al termine dell’assemblea, gli oltre trecento soci e socie partecipanti hanno condiviso un momento di festa.
