È giunto all’ottava edizione consecutiva il monitoraggio sullo stato di salute delle società cooperative della provincia di Cuneo, realizzato dall’ufficio Studi dell’ente camerale cuneese con il supporto tecnico di Unioncamere Piemonte e in collaborazione con le centrali cooperative di Legacoop Piemonte, Confcooperative Piemonte Sud, ACGI Piemonte e UE.Coop Piemonte.
Con l’obiettivo di realizzare un data base pluriennale, l’indagine si fonda su dati raccolti in forma anonima nel I semestre 2025 e riferiti all’anno 2024, con indicazioni al 2025 e proiezione al 2026/2027: l’elaborazione fotografa la realtà e le prospettive del mondo della cooperazione anche in considerazione delle conseguenze dettate dalla crisi geopolitica internazionale.
L’analisi delle dinamiche all’interno del tessuto imprenditoriale cooperativo ha evidenziato una sostanziale tenuta e un atteggiamento più positivo rispetto al passato, sebbene una prudenza di fondo caratterizzi gli intervistati.
Il campione oggetto di analisi è rappresentato da 106 cooperative, con sede in provincia, che hanno risposto all’indagine, ovvero il 23,5% delle 450 società cooperative attive (erano 453 nel 2023) risultanti dal Registro Imprese e suddivise per classe dimensionale nel seguente modo: 38,7% microimprese, 36,8% piccole, 21,7% medie e il restante 2,8% grandi imprese. Gli ambiti di attività più significativi toccano per il 27,4% salute e sociale, 20,8% agricoltura e pesca, 19,8% produzione e lavoro e 15,1% servizi.
“L’indagine ha restituito un quadro positivo del sistema cooperativo cuneese, che continua a generare valore, occupazione e coesione sociale – afferma il presidente della Camera di commercio di Cuneo Luca Crosetto -. I dati confermano la solidità e la capacità di adattamento delle nostre cooperative, particolarmente attente al capitale umano, al ruolo femminile e ai temi ESG. In un contesto economico complesso, le cooperative dimostrano resilienza e una visione proiettata al futuro”.
Al campione è stata inizialmente richiesta una valutazione dei risultati in termini di fatturato e occupazione, riferiti al 2024 e al I semestre 2025.
La stabilizzazione della crescita dell’economia nel 2024 per il settore cooperativo pare concreta tanto che, rispetto all’anno precedente, il 41,5% del campione dichiara una stazionarietà del fatturato e il 70,8% dell’occupazione. Le cooperative cuneesi pensando al 2025 fanno emergere risultati confortanti nella valutazione complessiva. Otto su dieci si dichiarano ottimiste, mentre in Piemonte il pessimismo sfiora il 30%.
Per ciò che riguarda il fatturato riferito al I semestre 2025 la metà del campione cuneese conferma, come per il Piemonte, una stazionarietà. Per ciò che concerne l’occupazione, riferita al medesimo periodo, quasi il doppio delle imprese piemontesi, rispetto a Cuneo, ha dichiarato un calo di occupazione.
Al campione è stata altresì richiesta un’attenta valutazione delle risorse umane, elemento distintivo di ogni forma cooperativa che, sul capitale umano e sulla centralità dell’individuo, definisce la propria ragione d’essere e linea d’azione. Cuneo (47,5%) afferma di aver avuto minori difficoltà nel reperimento di personale, rispetto al Piemonte (51,9%), e si divide quando affronta le motivazioni del reperimento: le criticità sono dovute per il 26,7% alla mancanza di candidati e per il 12,9% all’inadeguatezza nella formazione; il 29,7% sostiene invece di averli reperiti senza difficoltà e il 22,8% non ha avuto necessità di ricercarli.
Nei prossimi dodici mesi Cuneo, con il 51,5%, contro il 45,7% del Piemonte, conferma di voler prevedere l’acquisizione di nuove risorse; le principali motivazioni riguardano la sostituzione del personale in uscita (46,2%) e l’ampliamento dell’attività (28,8%).
Tra le intervistate emerge che, rispetto agli occupati, in provincia di Cuneo le lavoratrici rappresentano il 62,4% (il 37,6% sono maschi) mentre in Piemonte la percentuale sale al 66,8%.
Per ciò che concerne i giovani, e dunque l’inserimento di under 35 nelle realtà cooperative cuneesi, 8 intervistati su 10 (sono invece 7 su 10 in Piemonte) ha affermato di aver accolto la categoria con alte percentuali in determinati ambiti: credito, finanza e assicurazione, cultura media e sport e consumo, salute e sociale e agricoltura.
Per ciò che concerne l’ESG, la cooperazione del Cuneese risulta più coesa rispetto a quella del Piemonte nell’idea di introdurre, per il prossimo biennio, azioni in ambito ambientale, Social e di Governance con policy (salute e sicurezza dei lavoratori, donne ai vertici, produzione energia da fonti rinnovabili e anticorruzione) che risultano già attive o in programmazione a breve.
Allo stesso modo la transizione demografica tocca entrambi i territori, con oltre la metà del campione che afferma di aver intrapreso almeno un’azione in tale ambito: inserimento di giovani tramite tirocini, apprendistato o contratti agevolati, collaborazioni con scuole, enti di formazione o università finalizzate ad attrarre giovani e iniziative di formazione intergenerazionale.
Per ciò che riguarda le prospettive future, benché il consolidamento tocchi entrambe le realtà, le cooperative della Granda contemplano un’espansione più marcata (19,0%) giustificata da un rafforzamento organizzativo interno; viceversa, il ridimensionamento è più accentuato tra quelle piemontesi (21,9%) che affermano come la causa principale risieda nel calo della domanda di beni e servizi offerti.
Renzo Brussolo, responsabile della sede di Cuneo di LegaCoop Piemonte, sottolinea: “I dati confermano la solidità del sistema cooperativo cuneese, che si mostra più reattivo e in salute rispetto alla media piemontese. Il fatto che nel 2024 la maggior parte delle cooperative abbia registrato una crescita di fatturato e mantenuto stabili i livelli occupazionali è segno di una struttura imprenditoriale solida e capace di adattarsi ai cambiamenti economici. È significativo anche il dato sull’ottimismo: otto imprese su dieci guardano con fiducia al presente e ai mesi a venire, un atteggiamento che non è scontato in un contesto ancora complesso. Un altro elemento che merita attenzione è la forte presenza di giovani e donne, sempre più coinvolti nelle imprese cooperative, con una crescita nei ruoli di responsabilità. Segnali di un sistema che non solo tiene, ma investe nel futuro e nelle persone. La cooperazione cuneese si conferma dunque un modello innovativo e profondamente radicato nei valori della sostenibilità e dell’inclusione sociale”.
Per maggiori informazioni consultare
https://www.cn.camcom.it/focus/informazione-economica/indagine-sullo-stato-salute-delle-imprese-cooperative





