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13 Maggio 2024

Regolamento 307, il Comune di Torino approva le modifiche. Barbara Daniele: “Riconoscimento ruolo della cooperazione sociale”

La Città di Torino, tradizionalmente riconducibile all’eccellenza della produzione industriale, automobilistica in particolare ha saputo negli anni ridefinirsi nella prospettiva “sociale, compiendo a livello di amministrazione locale scelte innovative e pioneristiche nella direzione dell’inclusione lavorativa, anche alla luce delle esperienze imprenditoriali sviluppatesi in ambito psichiatrico a seguito del processo di deistituzionalizzazione e poi diventate un importante strumento di inclusione lavorativa. Sin dalla metà degli anni ’90 il Comune di Torino si è fatto promotore di politiche attive del lavoro rivolte alle fasce più deboli della popolazione che, diversamente, sarebbero state escluse in modo permanente da una possibilità di impiego. Nel 2005 il Comune è pervenuto all’adozione del Regolamento 307 per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e disabili prevedendo che almeno il 3% degli stanziamenti annuali di bilancio per gli appalti di beni e di servizi fosse destinato ad appalti ove fossero impiegati almeno il 30% di lavoratori in condizioni di svantaggio. “Le politiche occupazionali si saldano a quelle sociali con l’obiettivo di ridare dignità lavorativa ed autonomia economica a soggetti fragili riducendo le misure di sostegno e il carico dei servizi socio-sanitari. I risultati della partecipazione ai progetti di inserimento lavorativo rilevano da subito dati apprezzabili che si consolidano negli anni a venire rappresentando un importante volano sociale senza trascurare il buon esito qualitativo dei servizi svolti” commenta Barbara Daniele, responsabile di LegacoopSociali Piemonte. Lo scorso 6 maggio il Consiglio Comunale della Città di Torino ha approvato le modifiche al Regolamento 307 confermando gli obiettivi politici e sociali che ne hanno caratterizzato la prima adozione, adeguandolo all’evoluzione normativa, con particolare riferimento al nuovo Codice dei Contratti Pubblici, ampliando la platea delle categorie di persone interessate secondo la normativa nazionale ed europea e destinando una percentuale di almeno il 4% dell’importo complessivo degli affidamenti di servizi e comunque non meno del 3% dell’importo di tutti gli affidamenti per forniture alle cooperative sociali, ai loro consorzi, alle imprese sociali e agli operatori economici che abbiano tra i propri addetti almeno il 30% di soggetti fragili, prevedendo infine, una premialità nelle procedure di appalto per le imprese che intraprendono iniziative tese al superamento del divario di genere e di quello generazionale, in riferimento alle norme del PNRR e alle risorse del fondo UE Next Generation. “Un passo importante dunque, che conferma e rafforza gli obiettivi della Città di Torino, riconoscendo il ruolo imprescindibile della cooperazione sociale di inserimento lavorativo come strumento di inclusione e di emancipazione sociale e lavorativa, un pezzo di storia torinese che ci auguriamo possa essere ripresa e sviluppata su tutto il territorio regionale ed oltre, come buona pratica amministrativa a supporto del superamento delle diseguaglianze nell’accesso ai diritti e alle opportunità” conclude Barbara Daniele.

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