Tariffe fisse per le corse in taxi. Sulpizi (Taxi Torino): “Si vuole liberalizzare servizio che è pubblico”

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16 Ottobre 2025

Tariffe fisse per le corse in taxi. Sulpizi (Taxi Torino): “Si vuole liberalizzare servizio che è pubblico”

Una tariffa predeterminata tramite algoritmo per le corse. E questa la proposta di un emendamento al Ddl Concorrenza ora in esame al Senato che non trova d’accordo il mondo dei taxi.

L’intenzione dell’emendamento è quella di modificare la legge quadro n. 21 del 1992 sul servizio taxi, permettendo alle piattaforme di proporre prezzi predeterminati, calcolati tramite algoritmo sulla base della tariffa comunale, ma che per il presidente di Taxi Torino Roberto Sulpizi vuol dire “perdere la propria funzione di servizio pubblico”.

“Pretendere di staccarsi dal tassametro significa introdurre una liberalizzazione del mercato che lascerebbe spazio alle grandi multinazionali”, spiega il presidente della cooperativa che include oltre 1600 auto tra Torino e paesi della cintura. 

Uno scenario, dunque, quello immaginato che stravolgerebbe il sistema della Legge 21/92 che introduce una regolamentazione per taxi, servizio per un’utenza indifferenziata, e Ncc che invece ha clientela prestabilita e può con più facilità fare prezzi fissi. 

“Quando ci chiama un cliente non sappiamo in quanti sono e dove devono andare. Il tassametro in questo senso va a tutela di entrambi: non rischiamo di adeguarci a tariffe che per esempio in caso di traffico elevato non sarebbero sostenibili per chi guida, ma anche di non far pagare di più a un cliente che, per esempio se la strada è libera, potrebbe arrivare in meno tempo a destinazione e quindi pagare di meno” spiega Sulpizi che ricorda: “Lavoriamo già tramite la startup We Taxi che propone un’indicazione di spesa, e proponiamo su alcune tratte come l’aeroporto e gli ospedali un prezzo massimo. Ma questi sono criteri che dipendono dalle tariffe deliberate dal Comune. E’ ben diverso affidare tutto a un algoritmo che potrebbe far pagare di più solo perchè in quella fascia oraria o per quella destinazione c’è maggiore richiesta, anche se magari il traffico è agevole o il percorso è rapido”. 

Insomma, i taxi di Torino non ci stanno e sono pronti a farsi sentire nelle prossime settimane: “Ci auguriamo che ci venga concessa un’audizione a Roma per poter spiegare i problemi di questo emendamento, che danneggia noi ma anche la nostra utenza” concluse Sulpizi.

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